77. ho sviluppato un app in 2 giorni, la mia esperienza


Questa è una puntata ti parlo di come ho sviluppato e reso open-source la mia prima app con Claude Code e Gemini CLI.

Note dell’episodio

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Sinossi e link

Ti ricordo che la sinossi è generata dalla IA in particolare usando la trascrizione del podcast con l’app Transcriber dell’amico Alex Raccuglia che trovi le sue tante applicazioni su Ulti.media e NotebookLM.

L’inizio di un’avventura

Filippo mette subito le mani avanti: non è un programmatore professionista, ma un avvocato appassionato di informatica che ha sempre "rubacchiato" codice e giocato con script per automatizzare il lavoro. La scintilla scatta con l'abbonamento a Claude Code, uno strumento che gli ha permesso di passare dal semplice gioco alla creazione di una vera e propria applicazione in soli due giorni. Questo approccio, che lui definisce scherzosamente "vibe coding", consiste nel dirigere l'IA senza avere competenze tecniche profonde, agendo più come un coordinatore che come un programmatore puro.

Nasce "Anonimator": la privacy prima di tutto

Il progetto principale della puntata è Anonimator, un'applicazione nata da un'esigenza concreta: poter dare documenti in pasto ai modelli linguistici (LLM) senza violare la privacy o il segreto professionale.

  • A cosa serve: L'app permette di trascinare file PDF, DocX o Txt e oscurare automaticamente dati sensibili come nomi, codici fiscali e indirizzi.
  • Sicurezza locale: Un punto fondamentale è che tutto il processo di anonimizzazione avviene localmente sul computer dell'utente; i documenti non vengono mai inviati online, garantendo la massima riservatezza.
  • Supervisione umana: Poiché l'IA non è perfetta (non deterministica), Strozzi ha previsto un'interfaccia dove l'utente può controllare, aggiungere o togliere le entità riconosciute prima di procedere al "taglio" definitivo dei dati.

Sotto il cofano: Electron e la magia del Vibe Coding

Per rendere l'app disponibile a tutti, Filippo ha scelto Electron, un framework che permette di creare applicazioni multipiattaforma (Mac, Windows e Linux) usando tecnologie web.

  • Sebbene l'app risulti un po' pesante (circa 700-800 MB), il vantaggio di avere un unico codice per tutti i sistemi operativi è stato decisivo.
  • Gran parte del lavoro è stata possibile grazie al supporto di Claude, che ha persino generato una guida completa dell'architettura dell'app affinché altri (o l'IA stessa in futuro) possano capirne la struttura.

Scontrarsi con il "muro" dell'80%

Non è tutto rose e fiori. Filippo ammette che con l'IA è facile arrivare all'80% del risultato, ma poi ci si scontra con un "muro".

  • Le complicazioni: I problemi sorgono con file Word dalle formattazioni strane o scansioni di documenti cartacei di bassa qualità, situazioni in cui l'IA fatica a estrarre correttamente i testi.
  • L'aiuto esperto: In questi vicoli ciechi, il supporto di un vero esperto (come l'amico Roberto Alma) è stato fondamentale per superare bug complessi e rifinire il codice.

Automatizzare per non impazzire: GitHub Actions

Una parte tecnica ma vitale del racconto riguarda la distribuzione dell'app. Gestire manualmente quattro versioni diverse (Mac Intel, Mac Apple Silicon, Windows e Linux) a ogni aggiornamento sarebbe stato un incubo.

  • Filippo ha così "istruito" l'IA per configurare le GitHub Actions, automatismi che compilano e caricano le varie versioni dell'app su GitHub ogni volta che viene salvata una modifica importante.
  • In soli dieci giorni, questo sistema gli ha permesso di rilasciare ben 25 versioni diverse, un ritmo impensabile senza automazione.

Riflessioni finali: L'avvocato come direttore d'orchestra

In chiusura, Strozzi riflette sul futuro della professione legale. L'IA non sostituirà gli sviluppatori (né gli avvocati), ma permetterà a chi ha un'idea di realizzarla a costi ridicoli (circa 22 euro di abbonamento).

  • Differenza tra codice e legge: Mentre il codice è deterministico (funziona o non funziona), il mondo legale è fatto di opinioni e casistiche umane, il che rende l'uso dell'IA in ambito giuridico molto più delicato e potenzialmente pericoloso se non mediato da un esperto.
  • Il vero paradigma è l'uomo che dirige l'orchestra, usando l'intelligenza artificiale come un esecutore materiale potentissimo per progetti pensati e rifiniti dalla mente umana.